Discussione su YouTube – Céline Dion – That’s The Way It Is

 

Citazione

YouTube – Céline Dion – That’s The Way It Is
Céline Dion That’s The Way It Is (c) (C) 1999 Sony Music Entertainment (Canada) Inc.

Inserito in Senza categoria | Lascia un commento

NASCITA PROSSIMA VENTURA

“Si vive seguendo una strada in salita, si arriva alla cima e si inizia a discendere, percorrendo a ritroso tutti i misteri che si erano attraversati salendo. E la morte, così, non è altro che un ritorno, il cammino verso un’altra nascita.” – Daniela Zini.
Inserito in Pensieri e parole | Lascia un commento

BUON 2010

Michele Proietto Auguri di Buon Anno a chi è vicino a me…a chi ormai non c’è più…a chi è stato mio amico sincero…o a chi mi ha semplicemente regalato una parola, un sorriso, un abbraccio…a chi mi ha insegnato tanto, mi ha aiutato a crescere e a diventare più forte…a chi mi ha amato o mi ama tutt’ora. Auguri a tutti voi che mi leggete. Vi auguro un 2010 ricco di gioia e serenità.

Inserito in Intrattenimento | Lascia un commento

FATE VOI

Inserito in Notizie e politica | Lascia un commento

A. Einstein

Se A è un successo nella vita, allora A è uguale a X più Y più Z.
Il lavoro è X, Y è un gioco, e Z è tenere la bocca chiusa… A. Einstein


Inserito in Intrattenimento | Lascia un commento

LETTERA AD UN FANTASMA

 

 

Ciao…

è brutto pensarti ancora, avevo promesso che avrei voltato pagina e tu saresti scomparsa dalla mia vita, invece sono qui, mi siedo a una scrivania con il mare negli occhi e una gran voglia di scappare, correre lontano… mi costringo a sedermi, prendo una penna in mano, e la mia mente si svuota in un istante… è brutto scrivere una lettera a qualcuno che non la leggerà mai, forse è anche parecchio stupida come cosa, ma non riesco a smettere di scrivere.

Quando ti ho vista la prima volta non avrei mai creduto che mi sarei ridotto così, a scrivere lettere a un fantasma, a riempire le pagine di questo quaderno con frasi assurde, dove in ogni parola ci sei tu..

Il dolore sordo della consapevolezza di doverti dire addio mi rimbomba ancora dentro, non se ne va. Ieri sono passato da te, non lo so perchè, solo per vederti un’ultima volta immersa nella tua stupida quotidianità, mentre lavoravi, mentre facevi le cose che ti ho sempre visto fare… sapendo che appena sarei uscito da quella porta sarei scivolato via dalla tua vita come pioggia sul vetro.

Mi faccio pena perchè non ho avuto nemmeno la forza di guardarti negli occhi, perchè non sono riuscito a dirti quanto avrei potuto darti se tu non avessi mandato tutto a puttane… ebbene si, sei riuscita a far finta di essere triste, sei riuscita a darmi una piccola illusione di aver vinto quando mi hai visto entrare ed hai abbassato gli occhi. 

E’ durata meno di un secondo, ma dopotutto cosa credevi di fare con quell’espressione di circostanza, quella falsa sofferenza… sensi di colpa per non aver mai provato il minimo rimorso nel distruggere i miei sorrisi? Se chiudo gli occhi posso rivedere tutte le volte che voglio quei pochi secondi in quella stanza, non perderò mai nessun dettaglio… E mi concedo il beneficio del dubbio, preferisco non guardarti negli occhi, aggrapparmi ancora per un pò all’incertezza, al non voler capire se soffri davvero o se è solo un impeto di decenza del non ridere sui miei occhi umidi, e non alzo lo sguardo, non cerco conferme di pentimento nei tuoi occhi. Sento ancora la tua voce, forse più imbarazzato che addolorato, mi rivedo ostentare sicurezza e odio, mentre tu tieni bassi i tuoi occhi di sole, forse per vergogna, forse per lasciarmi uno stupido brandello di dignità per consolarmi. E poi ti giri di nuovo, torni verso la tua vita, le tue mani decise nei gesti di tutti i giorni, e anch’io mi volto…

E mentre mi sforzo di restare freddo e superiore, sento il rumore di quella porta che si chiude alle mie spalle, e adesso che non puoi vedermi sento il mare bruciare ancora sul mio viso, sento che i miei occhi non possono più contenerlo, e lo sento straripare mentre mi appoggio al muro sotto lo sguardo della gente che passa, che si ferma a guardare un uomo seduto su un gradino come una barbone, il viso tra le mani, e poi entrano ed escono da quella stessa porta come io sono entrato ed uscito dalla tua vita, e so che sono ancora fermo alla cassa a pagare per ciò che ho fatto….sto pagando duramente il fatto di aver creduto in te, di essermi illuso che non fossi così squallida… mi asciugo queste ultime lacrime, raccolgo quel che resta del mio orgoglio, e me ne vado, a testa alta, cercando di non crollare più…. addio occhi di sole, volevi che fossi forte, ma adesso che lo sono, non potrai più tornare in dietro per riprendermi.

 

 

Inserito in Amicizia | Lascia un commento

IO RESISTO ANCORA

RESISTERE ANCORA
Inserito in Me stesso | Lascia un commento